WILPF Italia

Women's International League for Peace and Freedom Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà, fondata nel 1915 contro la Prima guerra mondiale

Relazione su “Agricultural biodiversity”

di Tina Cimini
La diversità biologica o “biodiversita’ viene definita come la variabilità degli organismi degli ecosistemi marini,d acqua dolce e terrestri di cui essi fanno parte”.
Il suolo e’ uno degli ecosistemi più complessi in natura e uno degli habitat più variegati sulla terra.
Sebbene il suolo ospiti il maggior numero di organismi sulla terra, tale biodiversita rimane per la maggior parte sconosciuta all’uomo perché si trova nel sottosuolo. I sistemi agricoli hanno un forte impatto non solo sugli organismi del terreno ma anche sulla loro attività e sulla loro biodiversita.
Sebbene il ricorso a fertilizzanti e pesticidi chimici possa aggirare i limiti del terreno e favorire il rendimento delle colture,l’uso di prodotti agrochimici ha prodotto un degrado del suolo e delle risorse idriche.
La salute e la qualità del terreno determinano non solo la produzione agricola ma anche la sostenibilita’ dell’ambiente che, a sua volta, influenza la salute delle piante,degli animali e dell’uomo.
I sistemi agricoli e le pratiche agro-ecologiche che riservano un’attenzione particolare alla biodiversita del terreno ( come l’agricoltura biologica, l’agricoltura senza lavorazione,l’agricoltura conservativa e la rotazione delle colture ) possono aumentare la produzione agricola in maniera sostenibile,preservando il suolo e le risorse idriche.
Nel corso degli ultimi secoli, la progressiva conversione delle praterie e delle foreste in terre coltivate e pascoli ha provocato una diminuzione enorme,su scala mondiale ,di carbonio presente nel suolo. Tuttavia rigenerando i terreni degradati e adottando pratiche di conservazione del suolo, si possono diminuire le emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura, diminuire la perdita di carbonio e favorire l’adattamento al cambiamento climatico.
La FAO promuove un approccio unificato,noto come ” climate-smart agriculture”( CSA) che ha lo scopo di definire le condizioni tecniche, politiche e di investimento che aiutino i paesi membri a raggiungere la sicurezza alimentare nonostante il cambiamento climatico.
L’approccio “climate-smart” ha come obiettivo quello di accrescere in maniera sostenibile la produttività agricola e la resilienza al cambiamento climatico, riducendo ed eliminando i gas serra dove possibile.
Il progetto “Three Rivers Sustainable Grazing”, avviato nella provincia del Qinghai,si propone di ripristinare i pascoli degradati,di sequestrare il carbonio del suolo, di favorire la resilienza al cambiamento climatico e di migliorare la qualità della vita dei piccoli allevatori.
La climate-smart agriculture e’ stata adottata anche dai piccoli agricoltori in Kenya e Tanzania con il programma “Mitigation of climate Change in Agriculture” (MICCA).
Circa 9000 agricoltori in entrambi i paesi ( il 40% dei quali sono donne), dopo aver ricevuto una formazione in merito al ” climate-smart”, hanno acquistato 736 stufe energeticamente efficienti per ridurre la deforestazione ,hanno creato 79 vivai, hanno piantato 417000 semenzali di alberi e hanno terrazzato 6 ettari di terreno in 204 fattorie per preservare l’acqua e il terreno.Infine hanno costruito due digestori di biogas per produrre energia rinnovabile a partire dal letame bovino.Oserei dire che quando si vuole, si può.
Per finire alcune considerazioni:
Il 75-90% degli abitanti dei paesi in via di via di sviluppo dipende da prodotti naturali come unica o principale fonte di sostanze medicinali.
L’uso di biocombustibili solidi ( come il legno) e’ destinato a crescere del 300% tra il 2007 e il 2030.
Si stima che la deforestazione abbia colpito 13 milioni di ettari all’anno tra il 2000 e il 2010.
La capacita’ del sistema forestale di agire come ” pozzo di carbonio” rischia di diminuire del
20-40% a seguito della conversione delle foreste e delle praterie in terreni coltivabili.

La FAO sta combattendo contro la deforestazione e il degrado in Asia e nel Pacifico attraverso la promozione del Assisted Natural Regeneration ( ANR), un processo che mira a risanare i pascoli degradati e la vegetazione arbustiva proteggendo e coltivando gli alberi madri e gli arboscelli.

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Questa voce è stata pubblicata il 12/12/2015 da .

Antonia Sani (presidente)

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