WILPF Italia

Women's International League for Peace and Freedom Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà, fondata nel 1915 contro la Prima guerra mondiale

Conferenza mondiale sul clima e donne

di Annalisa Milani

Parigi, 7 dicembre 2015 . Sono qui da tre giorni  accreditata con un gruppo mondiale di donne a seguire la Conferenza mondiale sul Clima voluta dalle Nazioni Unite. Centonovantasei governi e migliaia e migliaia rappresentanti della società civile mondiale, tra cui metà donne, per decidere che fare di un modello di sviluppo che sta provocando,in un accelerazione negli ultimi anni paurosa , un surriscaldamento climatico dalle conseguenze tra pochi anni disastrose su tutto il pianeta. A dir il vero dopo tante conferenze mondiali sullo sviluppo sostenibile,sull’ impoverimento umano e del pianeta, è la prima volta che percepisco anche nei rappresentanti dei governi la preoccupazione (sopratutto la coalizione dei 43 stati delle piccole isole che rischiano la sparizione!) di fare presto!ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare! Anche 5 anni fa a Coophenanghen ci si era accorti della situazione ma il documento finale uscito era “nullo”. Ora la Francia vuole che il documento finale che uscirà mercoledì rifletta impegni precisi per la riduzione già a partire dal 2020 del Co2 da raggiungere di meno 2°nel 2050.La febbre del pianeta va fermata!!!! Ora le ONGs di donne sono moltissime da tutte le parti del mondo e stamattina mi hanno chiesto di intervenire in un piccolo dibattito su “donne e cambiamenti climatici”. Mi pare importante riportarvi in poche linee le voci.

1- C’è preoccupazione tra tutte le donne perchè nel documento finale che dovrebbe uscire mercoledì prossimo ,non c’è menzione reale del legame tra “condizione di vita di milioni di donne al mondo ,che sono riconosciute come i soggetti che hanno in mano le risorse del cibo,e i cambiamenti climatici (inondazioni,siccità, etc) che le renderanno più vulnerabili ;

2- C’è preoccupazioni perchè molti paesi guidati da Arabia Saudita,Cina ,India non se la sentano ancora di porre limitazioni climatiche.(L’ Europa contrariamente a quanto pensavo ,con tutte le contraddizioni ,sta tentando di alzare la voce).

3- C’è preoccupazione perchè anche se le donne venissero riconosciute tra i soggetti più vulnerabili dei cambiamenti climatici ed ambientali conseguenti ,dovranno essere riconosciute anche come agenti  di cambiamento ed avere le risorse finanziarie necessarie per avere tecnologie che permettano di compiere azioni, progetti “green”.

Nel dibattito alcune parlamentari africane hanno iniziato un pò a “piangersi addosso ” portando avanti sempre il solito discorso della mancanza di risorse finanziarie. Finalmente devo dire con grande soddisfazione mia e di altre, le stesse donne africane di alcune Ongs le hanno contestate dicendo “basta, le risorse ci sono… solo che non vengono spese per le donne nel terreno”.

Mi piace riportarvi le parole di una battagliera del Burkina Fasu ,Zenabou Segda (Women Environmental Programme Burkina) che ha detto “Sono stanca di pensare che le donne povere del mio paese non sanno che fare con la sopravvivenza!Sanno come se “debrouillez” e la mia ong sta conducendo una battaglia anche sui comportamenti es: perchè si dice loro andate a prendere la conserva in tubetto che viene dalla Cina… trasportata via aereo (inquinante quindi ..!!) e non andate a piantare voi i pomodori o a comperarli dalla vicina di mercato ?”… Brava, se tutte le donne, Nord e Sud, avessimo la stessa consapevolezza …forse il vero cambiamento inizierebbe subito!!!

Ho pensato perchè non iniziare??? E mi è venuto in mente piano, piano di creare una conferenza tra le donne a Treviso confrontandosi …in fin fine si tratta di lasciare un mondo migliore a figli e nipoti di ogni parte del mondo !!!!! Che ne pensate!???

Parigi -Le Bourget h.15

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Questa voce è stata pubblicata il 12/09/2015 da .

Antonia Sani (presidente)

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