WILPF Italia

Women's International League for Peace and Freedom Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà, fondata nel 1915 contro la Prima guerra mondiale

Muri e recinti: non è l’Europa in cui vogliamo vivere

“Poter andare dove si vuole è il gesto originario dell’essere liberi, mentre la limitazione di tale libertà è stata da tempi immemorabili il preludio della schiavitù”.

“Non possiamo scegliere con chi coabitare il mondo”.

Hannah Arendt

Insieme ad altre realtà e reti di donne, pensiamo necessario mettere in campo un altro genere di politica sull’immigrazione, un altro genere di accoglienza. Queste sono le nostre proposte:

1. La comunità internazionale ha il dovere di garantire corridoi umanitari e percorsi di viaggio sicuri per tutti i richiedenti asilo. In particolare, con il monitoraggio di associazioni umanitarie occorre fare luce sulla situazione delle donne nei campi in Libia e altrove, dove subiscono violenza.

2. L’accoglienza è dovuta a tutti i migranti, anche a quelli cosiddetti “economici” che rischiano la vita fuggendo da condizioni rese insostenibili dai cambiamenti climatici e da responsabilità delle potenze occidentali e neocoloniali (desertificazione, siccità, landgrabbing, accaparramento delle risorse, aumento incontrollato dei prezzi delle materie prime…).

3. Non esistono “clandestini” ma solo persone che fuggono dalla fame e dalle guerre senza nessuna intenzione di nascondersi. Questa mistificazione lessicale è inaccettabile.

4. Prendendo esempio dall’iniziativa delle “Città-rifugio” promossa in Catalogna da Ada Colau, alle persone rifugiate occorre assicurare un’accoglienza degna, inserendole a pieno titolo nelle nostre comunità senza relegarle in campi separati dove rimarrebbero per sempre “stranieri”. In Europa si stanno moltiplicando i fili spinati, i muri, le recinzioni.  L’esodo dei migranti si trasforma in un vero e proprio percorso di guerra, disseminato di mine non più solo metaforiche ma concrete e reali ed anche di particolari simbolici che danno i brividi, come i numeri disegnati sulle braccia, o l’accoglienza in campi nei pressi di Buchenwald. Le rotte della fuga stanno cambiando, ora sotto i riflettori ci sono quelle balcaniche, via terra, ma i viaggi e le stragi via mare continuano a verificarsi. E ci sono profughi che muoiono fulminati a Calais cercando di scavalcare la rete che impedisce l’accesso al Regno Unito. Quelle donne e quegli uomini in fuga entrano nella realtà del nostro stare al mondo, i loro corpi potrebbero essere i nostri, i loro figli potrebbero essere i nostri figli, potremmo sentire lo stesso freddo, la stessa paura, la stessa fame.

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Vol. Migranti

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2 commenti su “Muri e recinti: non è l’Europa in cui vogliamo vivere

  1. Ada Donno
    11/11/2015

    Ciao Milena, ieri mi ha chiamata Federica Cresci per dirmi che anche lei sta seguendo insieme al consigliere d’ambasciata la faccenda dei nostri visti. Mi pare che a questo punto siano in tanti ad occuparsene ed è meglio così… Avrai visto che ho creato l’evento sulla pagina Awmr, cercherò di metterci delle foto e immagini che possano servire per il poster.

    A proposito dei messaggi Wilpf come quello qui sotto, è ottima cosa che vadano in giro, ma trovo non opportuno che compaia sotto ogni titolo la scritta “By Milena Fiore”… ho percepito qualche perplessità. Non puoi sostituirla con “by Wilpf Italia”? Va bene invece il tuo nome in fondo alla pagina, perché sei tu che materialmente curi il blog. Ada

    • Wilpf Italia
      11/21/2015

      Cara Ada, vedo solo ora questo tuo commento. Ho provveduto a sostituire il mio nome con quello di wilpf italia, come mi chiedevi, dal profilo del sito. Ti posso garantire che gli articoli solitamente riportano il nome dei loro autori e quindi non c’era il rischio di confusione su questo aspetto. Per le prossime comunicazioni di questo tipo potresti usare per favore la mia e-mail. A presto. m.

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Questa voce è stata pubblicata il 11/10/2015 da .

Antonia Sani (presidente)

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